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di MoVimento 5 Stelle Europa

Se un paese lasciasse l’Eurosistema, i crediti e le passività della sua BCN nei confronti della BCE dovrebbero essere regolati integralmente“.

L’Euro è irrevocabile, questo è il Trattato. Io ho solo risposto ad una domanda tecnica. Basata su ipotesi che non sono contemplate dal Trattato“.

Queste due affermazioni sono della stessa confusa persona, Mario Draghi. Il tecnocrate per eccellenza, incalzato dal portavoce Marco Valli ieri al Parlamento europeo, si è contraddetto per ovvie ragioni: è sicuramente vero che non esiste un sistema “ufficiale” e chiaro per uscire dalla moneta unica senza uscire dall’UE, così com’è altrettanto vero che – come si legge dalla prima affermazione – nulla è irrevocabile se la volontà di uno Stato membro e quindi dei suoi cittadini spinge per un’uscita unilaterale dal “Trattato dell’Euro”. Questo il presidente della BCE lo sa bene, ma fa finta di dimenticarlo per ovvia convenienza. Così come finge di non sapere cosa probabilmente intendesse Angela Merkel con la sua Europa “a due velocità”, quando firmando il report dei 5 presidenti (per completare l’unione monetaria) dovrebbe aver ben chiaro il quadro. La prima considerazione: a nome di chi ha parlato Angela Merkel, della sua Germania o di tutti gli Stati membri? Secondo: come può il presidente della BCE non sapere nulla di quello che c’è in cantiere? Terzo: perché i cittadini non sono stati coinvolti nella formulazione di queste idea? Quarto: il Governo italiano – che rappresenta uno dei Paesi fondatori – ne sapeva qualcosa?

LA GABBIA PROPOSTA DALLA MERKEL
Il sospetto legittimo del Movimento 5 Stelle è che la sparata della cancelliera faccia parte di un progetto malsano che da qualche anno è oggetto di studio dai burocrati europei. Un progetto il cui unico obiettivo è quello d’intrappolare per sempre i Paesi nell’Euro, assicurando alla Germania un prospero futuro fatto di gloriosi anni di moneta sottovalutata per la sua economia. Questa sarebbe una “visione sanguinaria”: la sua Europa a 2 velocità costringerebbe i Paesi che adottano l’Euro ad essere sempre più legati e “vincolati” alla moneta unica e di fatto all’austerità, attraverso un bilancio dell’Eurozona e un Ministro unico delle Finanze. Follia pura. Il super Ministro sarebbe lo “spin doctor” ufficiale del potere tedesco. Ci ricatterà in cambio dei nostri stessi soldi che verranno fatti passare come un “aiuto” dall’Europa attraverso l’istituzionalizzazione della Troika. Saremo obbligati a eseguire gli ordini impartiti dalla Germania: riforme, svendite, privatizzazioni. E non potremo quindi più decidere nulla. I “Paesi fuori dall’euro” invece, godranno di altre condizioni, liberi di decidere di non entrare nell’Unione monetaria, com’è scritto oggi nei Trattati.

LA GRECIA VUOLE USCIRE DALL’EURO
Come se non bastasse sullo sfondo si staglia la figura della Grecia, che si appresta a rinegoziare l’ennesimo piano di salvataggio e paventa l’uscita dalla “irrevocabile” moneta unica per non distruggere quel poco che è rimasto. Gli ellenici non sarebbero ulteriormente disposti ad accettare un’inasprimento della tassazione e un’altra stretta sulle pensioni, misure che sono sostenute dalla Troika (e quindi anche dalla BCE) e considerate indispensabili per ricevere gli aiuti necessari ad evitare il default.

Anche di questo, naturalmente, Mario Draghi non sa nulla. D’altronde perché dovrebbe? Lui è solo quello che ha imposto il controllo di capitali ai greci che si stavano ribellando al ricatto dell’Euro e che – come detto – ha firmato il report dei cinque presidenti. Ci auguriamo che il Governo italiano, a marzo, si ribelli a questa follia ed inizi ad intavolare un’altra strategia di cooperazione e dialogo per l’Europa. È prioritario ripristinare la giustizia competitiva attraverso il ritorno concordato alle monete nazionali.

 

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