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di Alessandro Di Battista

In un Paese normale dovrebbe esserci la fila di giornalisti fuori dall’aula bunker di Rebibbia perché Salvatore Buzzi – a processo per Mafia capitale – sta vuotando il sacco. Sta spiegando per filo e per segno il sistema corruttivo legato al PD romano. E invece (salvo rarissime eccezioni) la stampa e i TG nazionali non se ne occupano. Però scrivono pagine su pagine su un mio abbraccio a Beppe. Ecco alcune parti della sua testimonianza:

1. “In comune (ai tempi del PD) era tutto in vendita”.

2. “Nel 2013 abbiamo tesserato 220 persone per il PD. Pagammo 140 voti a Giuntella, che era sostenuto da Umberto Marroni e Micaela Campana (deputata PD che lo scorso 19 ottobre pronunciò 39 “non ricordo” durante il processo per Mafia capitale), e 80 a Lionello Mancini, dell’area di Goffredo Bettini”.

3. “Credevo che con le mie parole avrei fatto cadere il governo e pensavo ai soldi per il Cara di Mineo del sottosegretario Castiglione (per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per l’inchiesta su un maxi-appalto nel centro di accoglienza per gli immigrati) e invece non è successo nulla”.

Facciamo noi informazione che è meglio!

P.S. Venerdì il tour sulla “bancocrazia” e sul reddito di cittadinanza arriva in Toscana. Vi aspetto a Cortona!

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