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di Andrea Liberati

Terni -insieme a Taranto e Brescia- è una delle città d’Italia dove l’inquinamento ha più ripercussioni sulla salute dei cittadini. È l’unica città, in tutta Italia, ad ospitare ben due inceneritori! Una situazione drammatica, visto che le emissioni degli inceneritori si sommano a quelle del polo siderurgico, del chimico e di numerosi camini industriali, volumi inquinanti imponenti che poi ricadono laddove vengono generati: infatti Terni è in una conca, conchiusa tra catene montuose.

Ci troviamo dinanzi a una crisi ambientale complessa e con fortissime ricadute sanitarie, elementi ormai attestati da ARPA Umbria e Istituto Superiore di Sanità. Nonostante questo, la Regione dell’Umbria, guidata da Catiuscia Marini, PD, con un atto di arroganza senza precedenti condanna oggi i residenti a respirare per altri 10, 20, 30 anni le emissioni del secondo inceneritore, concedendovi un’autorizzazione integrata ambientale che equivale a una spietata condanna contro un’intera comunità.
Per questo è necessaria la mobilitazione: domani, sabato 25 Marzo, alle ore 15, presso il Piazzale della Rivoluzione Francese a Terni, partirà una grande manifestazione civica promossa dal comitato No Inceneritori. Noi ci saremo e invitiamo cittadini, attivisti e portavoce a testimoniare concreta vicinanza a vantaggio di chi qui vive e soffre sulla propria pelle le conseguenze di un ambiente svenduto.

Non siamo cavie da laboratorio, ma donne e uomini degni di rispetto e del più pieno diritto alla vita. Noi non ci arrenderemo mai e per questo preannunciamo sin d’ora le più eclatanti iniziative: solo mettendo in campo risorse e mezzi straordinari, riusciremo a contrastare tali progetti di morte, restituendo futuro alle nostre comunità, ancor oggi ignorate e maltrattate. Indifese

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