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di MoVimento 5 Stelle Milano

Atm è passata da un risultato netto di 5,1 milioni nel 2011 a un utile di 35 milioni nel 2016. Ha fatto 600 milioni di investimenti in tre anni, mettendo ogni fornitura a gara pubblica, senza aumentare l’indebitamento grazie a un margine operativo lordo passato da 97 milioni (2011) a 163 (2016). Eppure il sindaco Sala sta “gentilmente” accompagnando alla porta il presidente Bruno Rota. Arrivederci e grazie. Ci sono cose più importanti, ad esempio permettere a Fs di entrare nella società, acquisendo il know-how sulla metropolitana automatizzata, ottenuta esclusivamente con investimenti della città di Milano.

Per questo Sala ha bloccato il tentativo di acquisizione, da parte di Atm, delle quote di M5 messe in vendita da Astaldi, che avrebbe permesso all’azienda milanese il controllo della nuova linea metropolitana, in continuità con la gestione positiva di questi anni, e impedendo che finisse nelle mani Fs (a cui sono già state consegnate le chiavi degli scali ferroviari, snodo cruciale della città tra cementificazione travestita da rigenerazione e casse rimpinguate per Ferrovie dello Stato). Ma i piani di Sala, uomo del Pd e del governo, sono diversi, e non rispondono agli interessi dei milanesi ma a quelli di una società statale che sta perseguendo una aggressiva politica espansionistica in tutta Italia ponendo le basi per la scalata al trasporto pubblico anche a Milano.

Se Atm è diventata forte lo deve anche agli sforzi economici dei milanesi degli ultimi anni, che ora, grazie al sindaco manager (non dimentichiamo che è lo stesso del “rosso” da 24 milioni di Expo, per cui è anche indagato nella vicenda sul maxi appalto), vedono la LORO società utilizzata in strategie di mercato extra cittadine. Atm è un patrimonio economico e di know how dei milanesi, o forse Sala pensa di essere ancora a capo di un azienda privata dove tutto è concesso? Rota è un manager capace, lo dimostra il fatto che la politica, di destra o di sinistra, prova sempre a farlo fuori Era successo quando si oppose alla folli operazioni su Serravalle targate Colli-Penati, e sta succedendo ora con Sala e Atm.

Per il M5S Atm deve rimanere dei milanesi. Per questo, come previsto dalla legge nazionale ed europea per gli enti che abbiano società controllate, il servizio della linea M5 non può essere “liberalizzato” al pari di una qualunque società privata ma deve essere affidato “in house” ad Atm – come chiederemo anche con una mozione formale in Consiglio Comunale –, opzione che garantirebbe continuità e un futuro solido non solo all’azienda ma a tutta la città.

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