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di MoVimento 5 Stelle

Le amministrative di giugno si avvicinano e il PD è costretto a fare i conti con la perdità di credibilità di un partito che non è stato in grado di ascoltare il Paese né i propri elettori. Così è costretto a presentarsi alle elezioni senza metterci la faccia e in alcune città nemmeno il simbolo. Il partito di governo, dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, e dell’attuale premier Paolo Gentiloni, ha annusato l’aria che tira nel Paese e ha capito che per prendere voti è meglio camuffarsi, confondersi, quasi sparire.

A Palermo, hanno fatto un vero capolavoro, un’indigeribile accozzaglia da Prima Repubblica: il Pd si è fuso in un listone con Angelino Alfano e gli ex Udc, a sostegno del sindaco uscente Leoluca Orlando, fino a ieri attaccato un giorno sì e l’altro pure. Nel listone il simbolo del Partito Democratico è scomparso, è rimasta solo una D sbiadita. Per fare quest’operazione su larga scala hanno fatto cambiare nome al partito di Alfano, che da Nuovo Centrodestra è diventato Alternativa Popolare: hanno tolto la dicitura ‘centrodestra’ ma la sostanza resta la stessa.

Il PD, rimasto senza credibilità e senza candidati, non ha più nemmeno il coraggio di presentarsi con il proprio simbolo.

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