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di MoVimento 5 Stelle

Lo scandalo del Sole24Ore è un disastro per i piccoli risparmiatori che hanno investito nel gruppo in Borsa, per i dipendenti dell’azienda, e per la credibilità, già malmessa, dell’informazione italiana. Evidenziando poi le solite ‘distrazioni’ degli organi di vigilanza.

E’ ora che la dirigenza intraprenda azioni di responsabilità verso i vecchi amministratori: ad esempio, nel M5S ci chiediamo perché, data la necessità di garantire un segno di discontinuità, nel Cda siano ancora presenti nomi come Luigi Abete e Marcella Panucci. Inoltre abbiamo assistito all’otto volante del titolo in Borsa, che è schizzato, nelle due settimane tra il 10 e il 24 marzo, da 0,31 a 0,69 euro. La Consob, dopo aver dormito per tanto tempo, non ha nulla da dire su questo rally?

Fossa ha parlato di margini in recupero a fronte di ricavi stabili. Dunque, si attende un’operazione lacrime e sangue sui costi, a partire da quello del lavoro. Ci saranno esuberi da gestire: come in tanti altri dolorosi casi, professionisti che pagheranno la scriteriata gestione dei dirigenti finiti nel mirino della magistratura.

La verità è che i giornali di carta sono sul viale del tramonto e le aziende editoriali, anziché cercare mezzucci più o meno fraudolenti per gonfiare i dati di vendita, dovrebbero investire seriamente nella conversione al digitale, in nuove forme di comunicazione per riavvicinare i lettori alle testate giornalistiche, e soprattutto ad aumentare l’informazione rinunciando alla propaganda. L’industria della carta stampata italiana ha vissuto nell’ultimo decennio una contrazione del fatturato dai 41,4 miliardi del 2007 ai 30,6 del 2015. Ormai meno di due italiani su 10 si informano grazie ai giornali cartacei.

Lo scandalo del Sole24Ore è solo l’ultimo capitolo di una storia di nefandezze su cui editori e grandi firme dovrebbero fare un serio esame di coscienza. E rappresenta appieno la crisi dell’etica dei grandi industriali che creano disastri per poi scaricarli su piccoli azionisti, lavoratori e cittadini.

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