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di Mirko Busto

Una rivoluzione ecologica si aggira nel cuore dell’Europa. In Svizzera, a Neuchâtel, grazie allo strumento del referendum propositivo ancora inesistente in Italia, i cittadini stanno promuovendo un’agricoltura senza pesticidi di sintesi, quelli cioè tossici per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Ce lo ha raccontato proprio uno dei cittadini del Comitato promotore, Olivier De Meuron. Due gli obiettivi fondamentali, da realizzare in 10 anni: eliminarne l’uso dal territorio nazionale e bloccare l’importazione dei prodotti coltivati con queste sostanze. Un traguardo di medio-lungo termine che mira a sottrarre l’agricoltura dalle grinfie delle multinazionali della chimica e dalla speculazione per restituirla ai veri contadini. Un voto popolare che potrebbe innescare il cambiamento epocale, dando all’industria il tempo necessario per investire in ricerca e studiare soluzioni alternative che le consentano di avviare una exit strategy dai pesticidi su larga scala. Questa battaglia anticipa quella che potrebbe essere la guerra del futuro: il controllo del cibo e della sua qualità.

Per scongiurare questa guerra, dobbiamo armarci. E, come il MoVimento 5stelle sostiene da sempre, il miglior arsenale è quello degli strumenti della democrazia diretta. È questa la lezione che abbiamo raccolto dai cittadini di Neuchâtel e dal loro referendum propositivo, grazie al quale le comunità locali possono provare a costruire dal basso una società più sana e sostenibile.

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