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di Movimento 5 Stelle

Il Ministero dell’Ambiente deve a Roma parecchi milioni di euro per i piani d’estensione per la raccolta differenziata, ma Galletti come dono pasquale all’interno del suo uovo inquinante, vorrebbe donare ai romani un inceneritore da 300mila tonnellate e una discarica.

La proposta obsoleta, antieconomica e contro le stesse linee guida europee, è arrivata tramite una lettera inviata l’11 aprile all’assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari da parte del direttore generale della divisione Rifiuti e Inquinamento del Ministero dell’Ambiente.

La proposta indecente di una discarica e un inceneritore per Roma (è già la seconda volta che ci provano in pochi mesi, già questa estate Comune di Roma e Regione Lazio avevano detto ‘no’ a Galletti) è già stata respinta al mittente con una lettera di risposta dell’amministrazione Raggi.

In data 30 marzo 2017 la Giunta Capitolina di Roma, mediante Deliberazione n.47, ha approvato il “Piano Operativo per la gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale. Piano che il Governo non ha neanche ricevuto ma entra nel merito di scelte che non gli competono. E’ normale tutto ciò?

Il Piano è stato redatto in osservanza delle disposizioni legislative vigenti, in particolare, nel rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti alla base del diritto europeo ed in accordo con quanto previsto nell’ambito delle misure di green economy ed economia circolare e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

Tra gli obiettivi previsti, il Piano stabilisce che la percentuale di raccolta differenziata attraverso l’estensione del sistema domiciliare e la riorganizzazione in Ama attraverso unità di Municipio più vicine ai cittadini, debba raggiungere al 31 dicembre 2017 il 48%, mentre l’obiettivo per il 2021 è il 70%. A questo riguardo, il Piano prevede la realizzazione di tre nuovi impianti per la valorizzazione della frazione organica, con una capacità totale di trattamento di almeno 120.000 tonnellate.

Tenendo presente che la priorità d’intervento nella gestione dei materiali post-consumo è quella della prevenzione , l’obbiettivo di una riduzione della loro produzione pari a 200.000 tonnellate annue al 2021 rende obsoleta l’ipotesi relativa alla costruzione di un inceneritore e la realizzazione di una discarica.

La Commissione europea, nella sua recente Comunicazione “The role of waste-to-energy in the circular economy” (http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/01/leuropa-stronca-lo-sblocca-italia-investire-in-recupero-materia-non-inceneritori.html) ribadisce il proprio impegno affinché sia le risorse finanziarie europee, sia qualsiasi altra forma di finanziamento pubblico, vengano utilizzate a supporto della realizzazione di sistemi di gestione rifiuti che siano in linea con la gerarchia che stabilisce, in ordine prioritario,la prevenzione, riuso, raccolta differenziata e riciclo. Altro che inceneritori e discariche che sogna Galletti.

Per questo Roma chiede al Ministero che le risorse finanziarie disponibili vengano mobilitate esclusivamente per lo sviluppo di sistemi di gestione dei materiali post-consumo coerenti con gli obbiettivi europei. Cioè prevenzione, riuso, raccolta differenziata, riciclo.

Il Comune di Roma Capitale risulta tuttora creditore verso il Ministero dell’Ambiente della somma prevista dal Protocollo del Patto per Roma del 2012.

Prima di proporre inutili inceneritori e discariche, il Ministro Galletti veda di pagare i debiti che ha con Roma, permettendo di sviluppare al più presto la raccolta differenziata domiciliare.


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