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Il salvataggio de L'Unit e #Renzopoli in tribunale

di Luigi Di Maio

Oggi portiamo in tribunale l’Italia che non sopportiamo più. Non è solo una questione di Renzi, di Partito Democratico, qui è un modello culturale che c’è, che ci sta asfissiando, e che dobbiamo fermare prima che sia troppo tardi.

25 anni fa nell’Italia di Tangentopoli esistevano le mazzette: pagavi la mazzetta e ottenevi l’appalto pubblico. Poi, dopo le tante inchieste, il sistema è diventato molto più complesso, e ce lo ha spiegato proprio Report una settimana fa con la vicenda del salvataggio dell’Unità. Il Pd deve salvare il suo giornale di partito, e quindi riesce a creare delle relazioni con un imprenditore, che guarda caso non appena salva l’Unita dalla disgrazia inizia ad ottenere appalti in Iran, in Kazakistan, e diventa l’unico vincitore con un ribasso dello 0,01% della gara dell’ospedale di La Spezia. Tutte azioni che vedono protagonisti governi regionali del Pd o addirittura lo stesso Matteo Renzi, che porta l’imprenditore che gli ha salvato l’Unità in Iran, a prendere commesse a prendere appalti.
Come funziona questo sistema politico, che poi vedremo se sarà un sistema di corruzione, ce lo spiega anche Italo Bocchino in un’intercettazione del caso Consip, mentre parla con l’imprenditore arrestato Romeo tratta dalla puntata di Report:

Voce Fuori Campo: A registrare la conversazione ci sono le microspie degli investigatori. I due parlano dell’Unità, lo storico giornale della sinistra italiana.
Russo: Sono 8/9 mesi che i giornalisti non riescono a prendere lo stipendio perché l’editore non ci mette i soldi. Gli introiti del giornale ancora non riescono a far fronte a tutte le spese.
VFC: L’editore è Massimo Pessina, costruttore milanese entrato nell’azionariato dell’Unità nel 2014.
Romeo: Chi lo ha portato Pessina?
Russo: Ehhh… Bonifazi
VFC: Francesco Bonifazi è il tesoriere del Pd. Le finanze del giornale sono in rosso e Carlo Russo consiglia a Romeo di sfruttare l’occasione: gettare il salvagente al Partito Democratico finanziando l’Unità.
Romeo: Qual è il costo dell’operazione?
Russo: Beh penso un paio di milioni non lo so, però vediamo.
VFC: Russo spiega a Romeo l’importanza di acquisire l’Unità.
Russo: E’ come se lei riuscisse a fare l’operazione, via, a quel punto lei si è fatto un amico per tutta la vita, quindi…
VFC: Salvare l’Unità secondo Russo significa aprire un credito con il nuovo gruppo dirigente del Pd. Romeo avrebbe voluto diventare socio dell’Unità, ne parla con Italo Bocchino, l’ex parlamentare diventato il responsabile delle relazioni esterne proprio della Romeo Gestioni. Unità
Romeo: Ci sta chi dice che quello fa affari, Pessina.
Bocchino Si, Pessina, lo so bene, infatti gli stanno facendo costruire gli ospedali in Iran.
VFC: La loro conversazione viene ascoltata dai carabinieri che indagano per conto della Procura di Napoli sugli appalti Consip. Romeo e Bocchino, annotano gli investigatori, parlano di Pessina e Stefanelli che hanno salvato dal fallimento il quotidiano l’Unità.

Renzi non potrà più parlare di onestà finché lui e il suo partito non avranno chiarito il caso del salvataggio dell’Unità. Lo voglio ripetere: il Partito Democratico doveva salvare il proprio giornale, l’Unità, che vende meno di una copia per comune italiano, vende meno copie degli eletti del Pd, e quindi è un progetto in perdita. La Pessina Costruzioni decide di entrare nel giornale e rimetterci soldi, ci rimette centinaia di migliaia di euro, perché non sta in piedi. Qual è l’interesse di un’azienda che già stava perdendo utili nel fare un’operazione così ad alto rischio a perdere? Forse la coincidenza che dopo il salvataggio dell’Unità ottiene appalti in Iran, ottiene appalti in Kazakistan grazie all’ENI, ottiene l’appalto dell’ospedale di La Spezia con un ribasso ridicolo dello 0,01%. Questa è la Repubblica degli amici degli amici a cui ci hanno abituato Renzi e i suoi predecessori. Lui incarna perfettamente lo stile di tutta la seconda Repubblica e di parte della Prima Repubblica, in cui l’obiettivo era sempre lo stesso: ho un interesse personale? Me lo risolvo facendomi dare una mano da qualcuno a cui poi prometto soldi degli italiani. Allora, noi oggi questo sistema che chiamiamo “Renzopoli” lo portiamo in tribunale con questo espost, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e di Napoli, in cui chiediamo di fare chiarezza sul fatto che questo salvataggio dell’Unità possa configurare reati come corruzione, turbativa d’asta, traffico di influenze. Questo lo decideranno i magistrati, ma il nostro dovere è denunciare questo scandaloso modo di amministrare l’Italia per interessi personali.

Un altro nostro dovere è necessariamente quello di creare un’alternativa per questo Paese, di dare un’alternativa anche nel mondo delle imprese. Perché in Italia ci sono i prenditori e poi gli imprenditori onesti, che sono la maggioranza e sono quelli con cui noi lavoriamo ogni giorno. Sono quelli a cui abbiamo destinato 20 milioni di euro dei tagli dei nostri stipendi, tutti gli stipendi che abbiamo tagliato come parlamentari del Movimento 5 Stelle li abbiamo destinati ad un fondo per le piccole e medie imprese. Sono nate 5000 imprese in 4 anni, che hanno dato lavoro a diecimila italiani, grazie agli stipendi tagliati.

E quando aprono queste imprese, piccoli negozi, studi professionali, piccole imprese agricole e tecnologiche, quando aprono possono anche difendersi per esempio dal fisco italiano, dall’aggressività di Equitalia, grazie ai nostri centri SOS Equitalia che sono in tutte le regioni italiane, e dove il Movimento 5 Stelle mette a disposizione dei cittadini italiani professionisti che gratuitamente hanno la possibilità di difendere da cartelle pazze o spese da non pagare, i cittadini che sono aggrediti dal gigante Equitalia. Questa è un’idea di Paese. Noi adesso lo facciamo come opposizione, ma dateci l’opportunità di governare questo Paese e diventeranno leggi dello Stato, taglieremo quello che non serve e lo investiremo dove serve, nel mondo dell’impresa, nel mondo dei giovani che cercano occupazione, nei nuovi settori del lavoro. Avremo la possibilità di abolire Equitalia, di creare un fisco amico, uno Stato amico. Noi questo lo possiamo promettere perché abbiamo la credibilità per farlo. Dateci l’opportunità di governare, e quello che abbiamo fatto dall’opposizione diventerà legge dello Stato, diventeranno riforme che finalmente fonderanno di nuovo questo Paese sulla meritocrazia.

Scarica l’esposto che Luigi Di Maio ha depositato in procura




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