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#ProgrammaTrasporti: il trasporto merci

di MoVimento 5 Stelle

In Italia oltre l’80% delle merci viaggia su gomma e solo il 5-6% su ferro. In Francia e Germania la percentuale delle merci trasportate su rotaia arriva fino al 23,4%, in Svizzera addirittura al 50%! Il trasporto su gomma inquina e aumenta i consumi energetici, il traffico e gli incidenti stradali. Eppure, nonostante questo, viene agevolato con sgravi fiscali e incentivi diretti e indiretti. Per rendere il nostro Paese concorrenziale rispetto ad altre direttrici europee, bisogna ripensare il sistema logistico e del trasporto delle merci. Dobbiamo aumentare la sua sostenibilità ambientale e renderlo più funzionale. È necessario un suo ripensamento complessivo e una nuova strategia che coinvolga anche il mondo delle imprese.
Per il MoVimento 5 Stelle gli incentivi da soli non bastano: occorre lavorare sul potenziamento dei nodi logistici e delle infrastrutture ferroviarie, sui collegamenti ferroviari tra le città e sugli assi ferroviari, minimizzando il consumo di suolo. Sei disponibile a incrementare le infrastrutture di collegamento ferroviario con porti e interporti per favorire la transizione del trasporto merci dalla gomma al ferro?

di Jon Pult, Presidente dell’Iniziativa delle Alpi

In Svizzera la politica dei trasporti è da tanti anni un tema centrale, direi anche cruciale, del dibattito politico e anche grazie agli strumenti della democrazia diretta, ovvero al cosiddetto sistema di iniziativa popolare, un gruppo di persone, cittadini e cittadine, più di vent’anni fa ha detto: “Facciamo la cosiddetta iniziativa delle Alpi”, che era un quesito referendario, venuto dal basso, che voleva salvaguardare l’arco alpino, la natura, l’ambiente, ma anche la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini dicendo: “Il traffico o il trasporto merci che passano o oltrepassano le Alpi e attraversano il nostro Paese devono andare su rotaia e non più su strada, non più su gomma?”, perché la miriade di camion presenti era un grosso problema per la qualità della vita e per l’ambiente.

Spesso, questo è un classico problema delle politiche dei trasporti in tanti Paesi: non tutti i costi di un modo di trasportare, in questo caso appunto il trasporto merci su gomma, sono internalizzati nel costo, per esempio, del carburante. In Svizzera siamo riusciti parzialmente a risolvere questo problema creando, grazie anche ad accordi bilaterali con l’Unione Europea, una tassa che fa sì che i costi di trasporto merci su gomma siano un po’ più alti: questo significa che se io voglio trasportare delle merci con un camion devo pagare non solo il carburante ma anche una tassa che fa sì che i miei costi siano più alti. Questo rende le ferrovie più competitive ed è anche giusto, perché questa tassa alla fin fine la paghi per coprire i costi sanitari che crei trasportando sulla strada con gomma, i costi in termini ambientali, perché sono costi che i cittadini in qualche modo devono pagare con le loro tasse, se ci sono problemi della natura nell’arco alpino.

Questa internalizzazione dei costi esterni del trasporto su gomma che siamo riusciti a realizzare parzialmente in Svizzera è sicuramente una delle chiavi fondamentali per capire perché in Svizzera, a differenza di altri Paesi europei, riusciamo a trasportare una bella fetta, una bella parte delle nostre merci su rotaia e non su [strada]. Io penso che il modello della politica dei trasporti svizzeri sia virtuoso perché noi abbiamo circa il 40% di tutti i trasporti merci che va su rotaia e non su gomma, in Italia non è nemmeno il 10%, in Francia o in Germania è pari a circa il 25 e il 30% e quello svizzero, con più del 40%, è sicuramente il dato più positivo. E questo soprattutto se si pensa che la Svizzera è un Paese piccolo e che in teoria si dice sempre che il trasporto merci su rotaia sia idoneo per lunghi tratti ma non per tratti brevi: in un Paese piccolo come la Svizzera, che ha logicamente solo tratti brevi, funziona meglio che in Paesi più grandi. Ciò significa che devono essere messe in atto politiche concrete, come ad esempio quella tassa per far sì che i costi esterni del trasporto merci su gomma siano internalizzati nel prezzo dei trasportatori con i camion.

Spesso in altri Paesi vedo che la politica decide prima come fare le infrastrutture o le grandi opere, senza avere chiaro qual sia lo scopo. Bisogna cambiare, secondo me, il meccanismo decisionale, bisogna prima discutere sullo scopo, chiarire politicamente gli obiettivi e poi chiedersi quali infrastrutture siano necessarie per raggiungerli. Secondo me è un grosso errore politico incentivare il trasporto merci su gomma, come succede per esempio in Italia, con il risultato che poi l’80% di tutti i trasporti merci è su gomma. Io credo che sia una politica poco lungimirante e sbagliata, perché questo crea altissimi costi per il futuro: costi sanitari, problemi nel traffico di ogni giorno, perché chiunque guida una macchina e si trova a destra e sinistra dei TIR, dei grossi camion, in numero elevato, sa che vi sono anche problemi proprio nella qualità della vita delle persone, si crea inquinamento, altissimi costi delle infrastrutture, perché si deve costruire e mantenere un numero sempre maggiore di strade, con costi più alti; per questo, secondo me, a lungo termine da un punto di vista generale è più economico investire maggiormente nel trasporto su rotaia che in quello su strada, secondo me nel 21º secolo tutti i Paesi dovrebbero realizzare questo cambiamento di priorità.

È chiaro che è necessaria una ridefinizione delle priorità politiche nel campo dei trasporti e secondo me la linea guida deve essere una politica dei trasporti intermodale. È chiaro che in futuro tutte le modalità di trasporto saranno necessarie, però è necessaria proprio una visione globale, che è quello che manca adesso, anche perché le diverse lobby, che hanno spesso un grande peso in politica, riescono in qualche modo ad accaparrarsi tutta la forza politica solo per il loro interesse di profitto a breve termine. Ad esempio, la lobby del trasporto su gomma, come si vede, spesso è molto forte e riesce in qualche modo a canalizzare una parte degli investimenti pubblici su questo. È invece necessaria una politica che pensi i trasporti in modo globale e che crei le condizioni per far sì che anche le strade siano in buono stato, soprattutto per l’ultimo miglio, per gli ultimi trasporti per arrivare nelle città e nei comuni, ma che soprattutto per i trasporti di merci un po’ più lunghi, tra le città, ci sia un sistema logistico concorrenziale su rotaia, perché è sicuramente un modo più ecologico ma anche più economico di trasportare le merci.

Bene, alla luce di quanto detto mi sembra che il quesito posto qui sia se si vogliono incentivare le infrastrutture ferroviarie tra porti e interporti in Italia, per far sì che ci sia veramente un incentivo per trasferire gran parte del traffico merci da gomma a rotaia e a me sembra sicuramente un obiettivo giusto e per questo vi inviterei a rispondere “sì” a questo quesito.




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