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L'Italia con Renzi a un passo dal baratro, il MoVimento 5 Stelle per uscire dall'austerit

di Luigi Di Maio

Fitch abbassa ancora il rating del debito italiano da BBB+ a BBB, appena due mesi dopo che un’altra agenzia di rating, la svizzera Dbrs, aveva retrocesso il nostro debito da A a BBB. È una lenta agonia che ci porterà nel baratro finanziario. Ma chi ci ha condotto fin qui? I “populisti” di cui parla la stessa Fitch nel suo rapporto o proprio i Governi ritenuti affidabili dalle istituzioni internazionali? La verità è che Monti, Letta e Renzi, al riparo dal voto popolare, hanno distrutto l’economia producendo l’esplosione del rapporto debito/Pil, oggi al 132,6%.

Renzi ha gettato al vento anche una congiuntura internazionale favorevole, con il prezzo del petrolio in forte calo e l’euro debole. Ha preferito usare la flessibilità concessa dall’Unione Europea per sostenere la sua campagna elettorale permanente invece che per agganciare la ripresa. L’Italia di Renzi è sempre stata agli ultimi posti in Europa per crescita perché al posto degli investimenti produttivi e del reddito di cittadinanza ha speso 10 miliardi l’anno per un bonus da 80 euro e 20 miliardi per sostenere il fallimentare Jobs Act.

Non ci sono scuse che tengano. È vero che le agenzie di rating sono in pieno conflitto di interessi con il mondo finanziario, è vero che l’Unione Europea ci soffoca con i vincoli del Fiscal Compact e dell’euro, ma che ha fatto il Governo Renzi per cambiare la situazione? La realtà è che il nostro debito pubblico sta diventando davvero insostenibile e che rischiamo un default, magari scatenato da una crisi bancaria nazionale.

Si poteva fare molto e ci ritroviamo con un Paese in macerie. Gli investimenti pubblici, gli unici in grado di far ripartire un ciclo virtuoso di occupazione e crescita, sono stati diminuiti anno dopo anno e il rapporto debito/Pil è aumentato sia per le spese insensate del Governo Renzi sia per l’austerità che ha distrutto il nostro tessuto industriale.

Paradossalmente, sono proprio i Paesi dove i cosiddetti “populismi” hanno vinto a soffrire meno sui mercati finanziari. L’America di Trump doveva crollare sotto i colpi della speculazione e gli indici di borsa sono cresciuti, la Brexit doveva scatenare una tempesta finanziaria sulla City di Londra e nulla di tutto ciò è successo. Non sarà forse che la ricetta dominante, i cui ingredienti sono l’austerità e i bonus per contenere il malcontento sociale, è alla radice dei nostri problemi?

Il debito pubblico può diventare sostenibile in due soli modi: facendo ripartire l’economia ed eliminando gli sprechi. Per il primo obiettivo servono gli investimenti che in questi anni tutti i Governi hanno abbattuto, per il secondo serve un Governo dalle mani libere.

Il MoVimento 5 Stelle ha già dimostrato nei Comuni amministrati che il debito si può abbattere. In nessuno dei Comuni 5 stelle il debito è aumentato e in molti di essi ha cominciato a scendere, con i risparmi reinvestiti nell’economia reale. Solo per fare qualche esempio, a Pomezia, Comune di 66.000 abitanti, il MoVimento 5 Stelle ha vinto nel 2012 quando il bilancio era in passivo di 7 milioni di euro e oggi il risultato è in attivo di 15 milioni. A Torino abbiamo immediatamente tagliato del 30% i costi dello staff, a Roma con una centrale unica per gli acquisti abbiamo risparmiato in un lampo 40 milioni di euro e Virginia Raggi spende oggi per il suo staff meno della metà di Marino e Alemanno. Potremmo continuare a lungo.

Meglio i “populisti” o chi ha fallito clamorosamente portandoci ad un passo dalla Grecia?




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