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Il mercato  populista e ama il voto popolare

di Beppe Grillo

Il mercato finanziario è democratico. La maggioranza degli investitori in giro per il mondo interpreta gli eventi e prezza le informazioni decidendone il valore e riducendo o aumentando le proprie esposizioni. Certo, gli errori di interpretazione ci sono e di questo vive la speculazione, ma ciò è vero soprattutto nel breve termine perché difficilmente la maggioranza degli investitori prende direzioni sbagliate nel lungo termine rispetto al corretto corso degli eventi. Il mercato dunque andrebbe rispettato e consultato sempre e non solo quando fa comodo. I politicanti italiani sono pronti a sventolare la bandiera del mercato quando c’è da seminare terrorismo anti voto popolare per restringere i diritti dei cittadini attraverso quelle che chiamano riforme, stanno zitti quando il mercato esprime giudizi contrari ai loro desiderata.

Lo scorso anno il mercato ha rivelato la sua anima populista celebrando le vittorie del voto popolare in UK, USA e Italia. Il giorno della vittoria del Brexit l’indice del mercato inglese ha chiuso in flessione del 2.6%. Una correzione ricoperta interamente l’indomani e seguita da una crescita del 13% nei due mesi successivi. A oggi il mercato UK è in rialzo del 16% dal giorno del referendum.

Nonostante gli allarmismi pre elettorali della stampa di regime la vittoria di Trump è stata accolta con un rialzo di +1% il giorno della vittoria a cui è seguito un ulteriore +7% nei due mesi successivi. A oggi il mercato US è in rialzo del 12% dal giorno della vittoria di Trump.

Il referendum di dicembre in Italia non fa eccezione. Altro che crolli e disastri in caso di vittoria del NO! Il mercato è populista e ha fatto una bella pernacchia all’ex premier restando stabile il giorno successivo all’esito referendario e stampando un sonoro +10% nei due mesi successivi, una delle performance bimestrali più marcate dell’ultimo decennio. A oggi il mercato italiano è in rialzo del 22% dal giorno della vittoria del NO.

Il mercato non crolla sulla base di opinioni politiche ma sulla base di incertezze, che rendono meno chiaro il futuro. Le incertezze di oggi sono dovute ai flussi migratori, alla globalizzazione, alle inefficienze dell’Euro e al restringimento dell’esercizio democratico. Oggi siamo a livelli di guardia e il mercato razionalmente ha paura dello status quo ormai insostenibile. Accoglie quindi con entusiasmo le decisioni del voto popolare proprio perché sono l’unico strumento per abbattere il disastroso status quo. Viva il voto popolare se può finalmente cambiare questa situazione insostenibile e stagnante. Populista? E’ il mercato baby!

Myron Scholes, premio Nobel in Economia nel 1997 sulle metodologie di prezzo delle opzioni, qualche giorno fa ha espresso dalle colonne del Financial Times proprio questo concetto. Le opzioni sono contratti derivati che funzionano come contratti di assicurazione. Se il prezzo richiesto dagli operatori finanziari per coprire un rischio di ribasso è maggiore del prezzo richiesto per assicurarsi su un rialzo si creano le condizioni per una correzione nei prezzi. Scholes osserva come le informazioni incorporate nei contratti di opzione suggeriscano che l’Italia e la Francia siano mercati migliori della Germania in cui investire oggi proprio grazie alla forza del loro voto di protesta. Non solo il mercato dimostra attraverso il pricing delle opzioni di non temere il voto di protesta in questi Paesi ma, ci dice Scholes, considera tale protesta una opportunità visto che ha ormai raggiunto una dimensione tale da non poter più essere ignorata dall’establishment. Quindi si può riuscire ad imporre forte discontinuità a favore della crescita, contro un’agenda europea azzoppata dai danni causati da austerità e svalutazione interna.

Il MoVimento 5 Stelle non è avversario del mercato finanziario piuttosto suo alleato nel contribuire a ridurre i rischi di oggi e le incertezze di domani proponendo un nuovo modello sostenibile di società per il futuro. Il MoVimento 5 Stelle sta presentando un programma politico economico chiaro e di lungo termine (è l’unico a farlo in Italia e l’unico a farlo in Rete nel mondo) al fine di assumersi le proprie responsabilità di governo che segni discontinuità con l’agenda europea. La forza elettorale del MoVimento 5 Stelle è ormai una certezza e le sue ambizioni di governo una prospettiva di cui il mercato non ha paura. Ciò che il mercato teme è il protrarsi della situazione attuale, causata dal Pd e dagli altri partiti che non hanno nessun interesse a modificare. Insieme possiamo cambiare tutto e scrivere il nostro futuro: facciamolo!




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