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Il governo ha partorito lennesimo mostro che minaccia lambiente

di MoVimento 5 Stelle

Ci risiamo. Hanno provato farlo con lo Sblocca Italia. Hanno continuato provarci con il referendum di dicembre, tentando di annullare il titolo V. Adesso lo strumento utilizzato è la cosiddetta riforma della Valutazione di impatto ambientale. Sotto attacco ci siamo sempre noi: i cittadini. E i nostri territori già martorizzati.

Il governo ha partorito l’ennesimo mostro che minaccia l’ambiente. Con la scusa di riformare la Via hanno tolto – niente di meno – la finalità “di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualita’ della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacita’ di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita”, che si ritiene debbano essere ripristinate”.
Insomma senza queste premesse la Via, la Valutazione di impatto ambientale diventa una via libera alle speculazioni.
Non c’è il riferimento all’impatto cumulativo delle opere e dei progetti, non si prendono più in considerazione gli effetti indiretti dei progetti sui siti Natura2000. Almeno hanno abolito le ipocrisie: ce ne eravamo già accorti con la riforma della legge sui parchi che le aree protette non rientrano nelle priorità di questo governo.
Ma non finisce qui: viene modificata la definizione stessa di “progetto” prevedendo la possibilità da parte dei proponenti di presentare elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del “progetto di fattibilità”.
Ma che cos’è un progetto di fattibilità? Un livello incompleto e approssimativo che è non idoneo a una valutazione degli impatti ambientali effettivi. E, soprattutto, passibile di modifiche, anche sostanziali, nelle fasi di sviluppo progettuale successive.
Insomma: si ottiene la Via su una bozza, e si procede a fare tutto quello che si vuole.
I 40 Commissari componenti la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale saranno posti alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e nominati dal Ministro senza obbligo di procedura concorsuale. L’amministrazione potrà stabilire una durata minima ma non massima della Valutazione. E le perforzaioni per la ricerca di idrocarburi non ne avranno più bisogno. Insomma una sanatoria a tutti gli effetti.

Addirittura in casi eccezionali, non meglio identificati, il governo può esentare dalla procedura in tutto o in parte un progetto specifico. Ecco qui la deriva autoritaria, il potere esecutivo centrale che comanda su tutto e tutti, i territori imbavagliati e i cittadini ridotti a meri sudditi. Viene proprio soppressa la fase della consultazione del pubblico, con conseguente indebolimento delle garanzie di partecipazione richiesti dalla Direttiva 2014/52/UE.

Ne parlavamo già a dicembre. Il voto popolare ha bloccato la dittatura dell’esecutivo già una volta. Noi siamo di nuovo sulle barricate, con tutte le associazioni ambientaliste italiane, per dire no a una riforma che farà tornare indietro l’Italia di dieci, cento, mille passi.




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