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#ProgrammaTurismo: Tasse giuste per investimenti nel settore

di MoVimento 5 Stelle

In Italia, solo negli ultimi decenni si è registrato un livello di tassazione turistica in crescita. Il settore turistico è gravato da una molteplicità d’imposte senza che il gettito sia reinvestito efficacemente nel settore. Le associazioni di categoria denunciano che il fisco italiano è arrivato a pesare per circa 2,5 miliardi di euro solo sui viaggiatori, senza generare opportunità economiche per gli investimenti nel settore.

di Claudi Caterina, Commercialista, consulente del lavoro

Il settore del turismo, in realtà lo dovremmo considerare tutti un sistema. Perché un sistema? Perché in realtà non c’è un vero e proprio unico campo di azione. Nel settore del Turismo troviamo gli alberghi, le agenzie di viaggio, gli accompagnatori e le guide turistiche, troviamo i ristoratori, i noleggi con i conducenti i taxi. Troviamo una moltitudine di aziende diverse che operano in settori molto diversi, che però poi, tutti insieme sono la vera ricchezza assieme ricchezza di questo paese quando il turista arriva in Italia.
Se noi pensiamo e andiamo a contare gli addetti del sistema Turismo, potremmo scoprire con una certa sorpresa che parliamo di un numero di imprese e addetti, a volte superiore a quelli dell’industria.
Il fisco pesa, pesa nel settore, nel sistema, pesa come in tutte le aziende, in più nel Turismo pesa perché viene applicato in maniera anche maggiore. Perché non parliamo solo del fisco in senso generale: IVA, IRPEF o IRES o IRAP (che sono le imposte che tutte le aziende affrontano) nel Turismo vi sono anche una serie di imposte locali che vanno a gravare sul sistema e quindi la pressione su queste aziende è molto forte applicandola insieme alla pressione legata al lavoro dipendente. (…)
Va ripensato un fisco più equo, più logico ma soprattutto in funzione di una concorrenza che metta le aziende in grado di poter lavorare, produrre e anche guadagnare.
Se noi pensiamo al sistema Turismo, oggi lo Stato italiano, ad esempio nell’ambito degli agenti di viaggio, il segmento che più interessa sono coloro che fanno incoming. Cosa vuole dire?
Sono le agenzie di viaggio che portano turisti stranieri in Italia. Però non basta, ci sono anche tutte le altre agenzie di viaggio che portano i nostri italiani all’estero, ci sono tutte le organizzazioni che fanno i congressi e che promuovono le nostre destinazioni anche all’estero. Quindi il discorso di pensare a un introito senza ridare mai in termini di servizi, non dico solo investimenti. Il segmento Turismo, ha bisogno di investimenti ma abbiamo anche bisogno di servizi.
E’ chiaro che guardando a tutto tondo il sistema dobbiamo necessariamente guardare il fatto che la pressione fiscale o comunque le tasse da applicare a questo sistema vanno riviste, rimodulate, vanno posti in essere dei controlli per far sì che tutto ciò che si riesce a recuperare, sia in termini di tassazione, sia in termini di minore tassazione per le aziende, può produrre degli investimenti, può produrre nuove attività.

Allora, la prima in assoluto che mi viene in mente si potrebbe cominciare a ragionare in termini più precisi o meglio applicabili alla tassa di soggiorno. La tassa di soggiorno in un paese come il nostro che è un museo a cielo aperto è d’obbligo oserei dire.

Nasce nel 2011, nasce come tassa di scopo, nasce con l’idea del federalismo, quindi in un momento in cui si parlava fortemente di questo problema. Poi il tutto si è arenato, quindi oggi noi che cosa abbiamo, abbiamo una tassa di scopo che però viene applicata in modo diverso da ciascuna amministrazione comunale. Ognuno si è fatto la propria regola, ognuno si è fatto le proprie cifre, ognuno si è fatto gli utenti su cui applicare questa imposta. Questo, capite che non è possibile, cioè la tassa di soggiorno deve avere una logica, forse la cosa più logica è applicarla in maniera proporzionale al prezzo della stanza. Perché questo ci permette di applicarla in maniera logica no? Cioè l’albergo cinque stelle piuttosto che la pensione, piuttosto che il piccolo B&B. Però la tassa di soggiorno deve essere semplice, deve avere un metodo semplice di riscossione.
Mettere in piedi un regolamento di tipo generale, che detti delle linee guida, sulle quali poi ogni amministrazione comunale può modulare questa tassa di soggiorno. Immetterla direttamente nella fattura, in modo che chi opera con i turisti la certifica, la riscuote senza dare modo al turista di dire non la voglio pagare. Tenete presente che in tutte le capitali Europee e del Mondo si pagano tasse di soggiorno. Quindi, è ovvio che anche in Italia si debbano pagare, debbono essere giuste ed il metodo di riscossione deve essere semplice. Dopodiché questa tassa di soggiorno deve essere utilizzata per il settore.
Un’azione importante che si può fare è rimodulare, ripensare all’aliquota che viene applicata sugli immobili alberghieri a titolo di IMU. Perché, perché l’IMU che è un imposta che nasce sempre nel momento in cui si ragionava sul federalismo fiscale, aveva, diciamo cosi una sua collocazione. Poi è stata usata impropriamente in anni successivi e per motivi diversi. Pensate solo che tutti gli alberghi che oggi sono sul territorio italiano contribuiscono per un importo molto alto come gettito per l’IMU. Se pensate ad un albergo 4 stelle con 100 camere a Milano possiamo pensare a un importo annuo da pagare intorno ai 100 mila euro. Quindi, sull’IMU va ripensata va resa meno gravosa, soprattutto considerando i periodi di bassa stagione là dove l’albergo non ha un tasso di presenza elevato. Questo significherebbe aiutare l’imprenditore, fargli pagare un’imposta corretta e permettergli di utilizzare quella parte di denaro che risparmia nella manutenzione nella investimento dell’immobile.

C’è un altro punto dove, da anni, tutte le associazioni di categoria si battono, è quella di ridurre l’IVA sulle attività turistiche, ma questa forse è la cosa più difficile e sulla quale sinceramente è complesso agire. Primo perché su un numero elevato di attività turistiche pensiamo a alberghi, ristoranti, trasporti già si applica un aliquota agevolata. Tenete presente che l’aliquota media da noi in Italia è il 22% poi il 10 e il 4 come aliquote agevolate. Per convenzione, cioè proprio per accordo con la Comunità europea, le aliquote possono essere solo queste. Non possiamo avere un’ulteriore aliquota agevolata, quindi forse l’unica vera leva in questo ambito può essere a livello europeo. Se il parlamento riuscisse a equiparare o ad armonizzare l’applicazione e l’assoggettamento ad IVA per tutte le attività turistiche in tutti e 25 i paesi, forse questo sarebbe un azione portata diciamo a casa. Ma l’Italia da sola non ce la può fare, perché si scontrerebbe con una normativa Europea e ci verrebbe detto che avete già un’aliquota agevolata che è il 10%.

La TARI, la tari è un’imposta che tutti noi dobbiamo pagare, non solo gli imprenditori, non solo le aziende del turismo ma anche noi cittadini. Il problema dei rifiuti lo sappiamo tutti è il grande problema di questo secolo, quindi facciamocene una ragione. Per le aziende di turismo però va considerato un principio di base. Cioè, come va calcolata? Perché oggi la TARI per gli alberghi ad esempio, o per i ristoranti, o comunque per queste aziende viene fatto un calcolo esclusivamente tendo presente la superficie. Sugli alberghi per esempio, se io non sono attenta pago su una superficie che comprende i muri e comprende i corridoi. Voi capite che questo non va bene o meglio non può essere solo la superficie il termine di paragone deve essere la superficie ma deve essere il tasso di occupazione. Perché se io in un mese non ho presenze o ho pochissime presenze, produrrò meno rifiuti. Allora, l’obiettivo potrebbe essere quello di pagare in base alla quantità di rifiuti prodotta. Posso farlo attraverso il peso o potrebbe essere il tasso di presenza. Questo porterebbe a pagare un’imposta corretta.
Rilanciare le zone franche, in realtà la normativa per il rilancio di aree degradate o disagiate esiste. Basterebbe applicarla, basterebbe identificare correttamente quelle zone che vanno riqualificate dove, attraverso questa normativa, queste scelte si possano creare lavoro e qualificazione. Quindi si potrebbe combattere il disagio, il degrado anche l’inquinamento da mafie o da poteri diversi.

Recuperare il gettito fiscale dal tax-free, perché moltissimi turisti stranieri vengono nei nostri distretti commerciali a fare shopping. Parliamo di Milano, parliamo delle Marche: la moda, i profumi… Il turista straniero acquista, paga il controvalore comprensivo di IVA, il commerciante gli rilascia un modulo, cosiddetto modulo tax-free, il turista viaggiatore quando va via dall’Italia alla dogana presenta il modulo tax-free, la fattura, la merce che ha comprato, la dogana glielo timbra rende rimborsabile l’IVA su tutto quello che lui ha acquistato. Per fare questo il turista o il commerciante deve mettere in piedi una procedura. Negli anni alcune grandi multinazionali e aziende di peso si sono inserite in questo punto. Provvedono come intermediari a seguire tutto il procedimento burocratico trattenendo per sé, a titolo di provvigioni, circa il 30% mediamente dell’IVA da rimborsare. Questo potrebbe essere un sistema molto semplice per recuperare introiti, pensando che il nostro erario possa in maniera semplice svolgere questa pratica di rimborso. Dopodiché, si può trattenere anche l’erario a titolo di provvigioni un 10% massimo, una cifra importante, da destinare al settore che poi ha prodotto questo gettito. Semplificare l’approccio di colloquio con la pubblica amministrazione è essenziale, è basilare, fa parte di un diritto dell’impresa e deve essere un obiettivo principale per uno Stato che si voglia definire civile.
Oggi che siamo nell’era della digitalizzazione, di Internet e della globalizzazione, in molti casi noi siamo (fermi) ancora alla raccomandata, al pezzo di carta, al protocollo cartaceo. Questo diventa complesso. Oggi sarebbe più logico parlare in termini di PEC di invio di documenti in formato elettronico si parla della fatturazione elettronica che nel 2020 dovrebbe entrare a tutto campo in tutti i paesi e quindi se parliamo di fatturazione perché non di documenti e documentazioni.

Per tutto quello che vi ho detto ovviamente andate a esprimere o a scegliere le 3 i 3 modi che ritenete migliori o comunque i 3 modi che sono almeno attuabili. Perché a seconda di quello che voi sceglierete o della metodica che andrete a scegliere si potrà o si potranno ridurre delle imposte, si potranno recuperare dei denari e si potrà aiutare un segmento un settore un sistema che può portare lavoro non solo all’albergo, non solo al ristoratore ma a un indotto molto ampio molto vasto, potremmo considerarlo quasi il volano per far ripartire la nostra economia.




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