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Il 20 maggio tutti a Perugia! L'intervista di Beppe Grillo al Corriere

di Emanuele Buzzi, sul Corriere della Sera

Sul blog Beppe Grillo parla di rifiuti e spread, ma il suo pensiero è già proiettato a sabato prossimo, alla marcia per il reddito di cittadinanza.

Perché non puntare su temi non bloccati in Parlamento?
«Il reddito di cittadinanza è una priorità innanzitutto per il Paese più che per noi. Secondo i dati di Oxfam di qualche giorno fa oltre 1 persona su 4 in Italia è a rischio di povertà o di esclusione sociale. 17 milioni e mezzo di italiani vivono in una condizione di estrema precarietà e vulnerabilità. I poveri assoluti sono diventati 4,6 milioni: vuol dire che 1 su 13 non ha cibo a sufficienza o una casa decentemente riscaldata, o di che vestirsi, né mezzi per curarsi, informarsi, istruirsi. Il fatto che questo tema sia bloccato in Parlamento la dice lunga sulla capacità del governo di cogliere le necessità dei cittadini».

Si vedrà con il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino?
«Non abbiamo ricevuto alcun invito ufficiale, ma se il vescovo vorrà scendere in marcia assieme a noi, come so che faranno alcuni frati cappuccini della zona, sarei ben lieto di fare alcune riflessioni insieme a lui».

Si è parlato di affinità tra M5S e il mondo cattolico. Ci sono stati anche interventi duri della Cei verso di voi.
«Se questo Papa ha scelto di chiamarsi Francesco è perché ha voluto dare un chiaro segno di vicinanza agli ultimi della nostra società. Con Gianroberto scegliemmo di fondare il Movimento il giorno di San Francesco proprio per lo stesso motivo. San Francesco è stato un uomo straordinario: ricordò al mondo che ogni uomo, ogni animale, l’acqua, ogni parte del creato ha la sua importanza e in quanto tale deve essere rispettata e amata. Le nostre battaglie di solidarietà si fondano sullo stesso principio. È naturale che molti cattolici si riconoscano in gran parte del nostro programma come ha affermato il direttore di Avvenire. C’è anche chi non condivide la sua opinione ed è perfettamente naturale che sia così».

Siete disposti a trattare per approvare il reddito di cittadinanza in questa legislatura?
«Abbiamo trovato i 17 miliardi di coperture necessari per garantire a tutti gli italiani di vivere al di sopra della soglia di povertà. Secondo noi a ogni cittadino deve essere garantito questo diritto: su questo non si può trattare. Se questa legge iniziasse a essere discussa in Parlamento sarebbe una vittoria straordinaria».

Legge elettorale: è possibile un accordo in Parlamento?
«Con un sistema tripolare ci vuole una legge che permetta la governabilità con la vittoria di una lista affinché possa realizzare il proprio programma senza pasticci, ammucchiate e inciuci. Come dice Toninelli fondiamo il Legalicum con la proposta del pd Fragomeli (che prevede il premio al 37% e un doppio turno, ndr) cosi da dare certezza di governabilità».

Cosa pensa di Macron?
«L’ho già detto cosa penso: è il primo presidente a non provenire da uno dei due partiti tradizionali francesi, ma guiderà un altro governo uscito dalle banche. Quando saremo al governo avremo l’occasione di discutere con lui e non saremo lì semplicemente per stringere mani e ricevere ordini. Intanto, quello che mi ha colpito di quelle elezioni è stata l’altissima astensione e il record di schede bianche».

E come giudica i primi mesi di Trump?
«Trump intanto ha smentito i soloni dei giornali che prevedevano che l’economia americana sarebbe collassata. Per ulteriori valutazioni è ancora presto per esprimersi. Aggiungo che giudicare Trump, particolarmente in questa fase storica, significa innanzitutto osservare e ascoltare la forma che il dissenso dilagante verso l’establishment e la globalizzazione selvaggia hanno preso negli Usa. La demonizzazione di Trump non porta da nessuna parte, se non all’inasprimento degli effetti più dolorosi della volatilizzazione dei valori».

Il «New York Times» l’ha attaccata sui vaccini, vi siete difesi. Sul tema non c’è una certa ambiguità da parte vostra?
«I media hanno portato, come prova della nostra battaglia contro i vaccini — si rende conto? Una battaglia contro i vaccini? — un paio di minuti di un mio spettacolo comico di 20 anni fa. Le sembra normale? Come se noi giudicassimo Renzi o Salvini dalle loro performance alla Ruota della Fortuna. La nostra posizione è molto chiara e l’abbiamo ribadita più volte: vogliamo, semplicemente, la massima copertura vaccinale possibile. Renzi voleva che fosse la “Banca Etruria” del Movimento. Adesso intanto aspettiamo la querela della Boschi a de Bortoli: no querela no party. Se non arriva si deve dimettere».

Sulle vostre liste di proscrizione si è scatenata una bufera. Anche Reporters sans frontières vi ha criticato.
«Liste di proscrizione? Noi ci siamo limitati a segnalare sul blog le bufale diffuse dai media, lista di proscrizione ha tutto un altro significato. Penso che sia più che lecito riposizionare la verità in questo caos controllato a tavolino. Ma cosa vuole che le dica? Ok: è colpa mia che ho un blog. Chi controlla la Rai e il resto delle tv e dei giornali invece non ha alcuna colpa, se fossi un giornalista ne sarei offeso, mi sentirei screditato di default».

Troppi litigi tra la base. E candidati scelti con pochi voti. Non dovreste rifletterci?
«L’affidabilità delle scelte sta nel metodo. Quello che è importante rilevare dei numeri è che sono in costante crescita e ci stiamo organizzando per crescere ancora di più. Stiamo facendo delle migliorie su Rousseau: iscriversi e certificarsi sarà molto più semplice e più sicuro».

Nel caso il M5S vada al governo, come vi comporterete con l’Europa dopo tutti gli ultimi cambi di posizione?
«L’Europa così come è oggi non funziona. Non è un mistero e non sono il solo a dirlo. Il Movimento non è contro l’Europa. Vogliamo che sia una comunità. Vogliamo cambiare le parole chiave. Austerità va sostituita con solidarietà. I trattati possono essere rivisti e adeguati alla situazione attuale. Ne è un esempio il Regolamento di Dublino. E poi: mi lascia dire?».

Dica.
«Noi ci siamo presentati alle Europee con 7 punti tra cui il referendum sull’euro, ma ce ne sono altri 6. Dall’abolizione del Fiscal compact, all’adozione degli eurobond, ad una alleanza fra i paesi mediterranei per una politica comune, solo per citarne alcuni».

Si parla molto di una vostra squadra di governo. Lei si è speso in prima persona contattando diverse personalità. Chi?
«Posso dirle che diverse personalità vedono ora in noi una proposta seria e affidabile e molti altri, anche “insospettabili,” si stanno avvicinando con grande rispetto e curiosità. La scelta della squadra di governo spetterà al nostro candidato premier che annunceremo a Italia 5 Stelle in autunno».

Renzi ha detto che con l’esposto di Bonifazi vogliono scoprire se dietro al blog c’è evasione fiscale.
«Sono contento che abbiano fatto l’esposto così vedranno con i loro occhi che è tutto regolare e saranno loro stessi a doverlo dire e a doversi rimangiare le loro accuse infamanti: è la più grande pubblicità che possano farmi. Li ringrazio di cuore. Noi aspettiamo ancora di sapere quanti soldi ha preso il Pd da Salvatore Buzzi e che restituiscano ogni centesimo dei miliardi di euro di finanziamento pubblico».




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