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Pagate i nostri militari, ora!

di Tatiana Basilio

“Io sono in ferma annuale e ad ogni scadenza e rinnovo di contratto il sistema NoiPa non ci paga. L’anno scorso da giugno al 24 agosto siamo rimasti senza stipendio. E’ normale una cosa del genere? Molti di noi hanno anche dei figli!”. Chi scrive è un militare e noi lo chiameremo Paolo. Paolo è un nome di fantasia. Gli abbiamo chiesto di poter pubblicare la sua denuncia e lui ha accettato, precisando di voler restare anonimo. Perché nonostante sia continuamente sotto schiaffo del governo e dello Stato, lo stesso Stato che difende e onora ogni giorno, ha anche paura di subire ripercussioni sul posto di lavoro.

Così com’è accaduto, in altre circostanze, a di D.B., caporale maggiore in servizio presso il Reggimento Savoia Cavalleria (3°), incastrato per aver segnalato, tramite il numero telefonico “Esercito amico”, come migliorare la qualità della vita in servizio nel proprio reparto. Cornici diverse, ma il senso non cambia: Il Pd e i partiti al governo se ne fregano dei nostri uomini. Li lasciano appesi a un destino incerto, mentre Gentiloni e Renzi si dicono d’accordo ad un aumento della spesa di armamenti fino al 2% del Pil. In valori assoluti sono circa 14 miliardi di euro in più ogni anno. In sostanza, i soldi per gli F35 ci sono sempre, quelli per supportare i nostri soldati no.

L’unica priorità del governo è infatti assecondare le richieste Usa in ambito Nato, tutto il resto sono questioni di lana caprina. Gli atti parlamentari avanzati dal M5S per chiedere chiarimenti sono stati molteplici. Dopo mesi di silenzio, forse anche per coprire buchi inconfessabili nel bilancio, la scorsa settimana finalmente in Commissione Difesa il Sottosegretario Alfano ha fornito una risposte, ovviamente a nome della Pinotti che non si è degnata nemmeno di essere presente. E quel che preoccupa è proprio il contenuto di questa risposta. Il Ministero ha ammesso le sue colpe, certificando dei ritardi nei pagamenti, ma è rimasto vago e generico rispetto al futuro e alle modalità per risolvere la situazione. I tanti militari che si impegnano quotidianamente al servizio dello Stato stanno subendo gravi danni economici per loro stessi e le loro famiglie. Noi a loro nome, pretendiamo e chiediamo al ministro Pinotti che i compensi vengano pagati puntualmente e nella loro totalità, senza scandalose e unilaterali sostituzioni con ore di recupero.

Le bollette non si possono pagare con le ore che il ministro elargisce al posto del compenso. Inoltre, chiediamo più trasparenza e un dialogo costante con gli interessati, invece che scarni e insufficienti comunicati sulla pagina Facebook e sul sito del NoiPa, che troppo spesso non è un consultabile. Pagate i nostri militari, ora!




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