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RC Auto: pur di aiutare la lobby assicurativa, il PD si scontra con se stesso

di MoVimento 5 Stelle

Il PD, in uno dei suoi rari momenti di lucidità, ha proposto in Commissione Finanze un buon emendamento al DDL Concorrenza. E come da sempre fa, il M5S è stato subito pronto a sottoscriverlo.

Si tratta di RC Auto in regioni o aree dove gli automobilisti sono fortemente penalizzati, quasi sempre al Sud ma non solo. L’emendamento prevedeva che chi non ha fatto incidenti con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi cinque anni e ha installato una scatola nera, ha diritto a una tariffa Rc auto equiparata a quella di un assicurato, con le medesime caratteristiche oggettive e soggettive, che sia residente in regioni con un costo del premio inferiore alla media nazionale. Era una norma giusta, perché le aree del Paese a più bassa sinistrosità sono quelle in cui i premi sono i più alti. Uno stato di cose che non ha nulla a che fare con la concorrenza e il corretto funzionamento del mercato.

Abbiamo detto “era”? Sì: perché lo stesso PD, dopo averla proposta, è corso immediatamente ad autobocciarsela, tra lo stupore dell’opposizione M5S che non aveva invece avuto nulla da obiettare.
Cosa sarà mai successo?

Nulla. Ovvero, siamo alle solite: il Pd e la maggioranza sono più sensibili alle istanze delle imprese assicuratrici che a quelle dei cittadini, e la potente lobby non ha alcuna intenzione di rimetterci quattrini solo per applicare una norma di giustizia. “Dove andremo a finire se gli interessi dei cittadini vengono anteposti a quelli delle lobby?” deve aver riflettuto, ancora una volta, il PD.




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