skip to Main Content


#BancheVenete, chiuso per rapina

di David Borrelli e Marco Valli, EFDD – M5S Europa

Le vergognosa vicenda delle banche venete si avvia verso un triste epilogo. Le autorità europee, con la connivenza del Governo italiano, hanno tirato la carretta finché si è potuto, prosciugando le tasche dei piccoli azionisti, nell’attesa che si creassero le condizioni per svendere. La morale dei burocrati europei e dei politici corrotti, infatti, è semplice: accorpare le banche e coprire chi le ha gestite in modo irresponsabile o non ha vigilato (Bankitalia e Consob), facendo pagare il conto ai risparmiatori o ai contribuenti. Stesso copione della Grecia, stessi attori, medesime vittime: i cittadini. Dentro l’attuale sistema di governance non c’è scampo e noi italiani dobbiamo accettare il destino su cui ci hanno traghettato manager incapaci e politici in malafede. Sono loro ad aver spolpato gli istituti di credito e poi firmato accordi internazionali che ci mettono il cappio al collo.

Gli istituti veneti saranno separati in una good bank e in una bad bank. La prima sarà probabilmente venduta al prezzo di 1 Euro. La seconda, pura spazzatura sotto il tappeto, sarà liquidata. Interverrà un bail-in mascherato che spezzerà le reni a tutti quelli che fino a poco tempo fa pensavano si trovasse una soluzione diversa.

La ricapitalizzazione pubblica sbandierata dal vassallo Padoan dov’è finita? Secondo la Commissione europea sarebbe servito più di un miliardo di Euro per dare ossigeno agli istituti di credito. Un miliardo di Euro che i privati (Banca Intesa e Unicredit in primis) si sono ben guardati dal concedere, visto che – come dimostrato – sarebbe bastato aspettare qualche settimana per spendere appena 1 Euro.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come la gigantesca riforma dell’unione bancaria voluta dall’attuale assetto europeo non vada ad affrontare le vere cause di natura sistemica della crisi, ma si concentri soprattutto sulla volontà di accorpare gli istituti bancari a favore dei giganteschi mostri finanziari, troppo grandi per fallire, i quali da anni stanno tessendo la tela, influenzando i regolatori “indipendenti” a Palazzo Koch, Basilea e Francoforte. Tutto questo per mettere in cantina il sistema bancario del credito tradizionale verso l’economia reale, favorire i prodotti finanziari speculativi più rischiosi e coprire tutta l’attività bancaria illecita svolta negli ultimi anni.

Il tanto sbandierato sistema unico europeo, tra l’altro, non prevede una banca centrale con la credibilità e gli strumenti necessari come quelli di uno Stato sovrano o una Federazione, quindi in caso di una pesante crisi non potrà mai fungere da prestatore d’ultima istanza attraverso un’adeguata protezione dei depositi. Una garanzia dei depositi unica, ovvero il cosiddetto terzo pilastro dell’Unione Bancaria, non è ancora stata realizzata a causa della solita opposizione dei Paesi del Nord, come la Germania e l’Olanda.

Tutto questo è già ben chiaro da tempo a personaggi come Padoan, Renzi e Gentiloni. Una delle loro più gravi colpe è l’aver sostenuto a tutti i costi un sistema fallimentare che ci penalizza, arrivando sempre in ritardo sui tavoli europei; questa eredità arriva dall’epoca del centrodestra italiano e si propaga con l’immobilismo dei finti governi di sinistra. Sono loro, il partito unico, ad aver deciso per gli italiani tutte le ingiustizie europee, che oggi stanno distruggendo l’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle da quando è entrato nelle istituzioni ha sempre studiato i provvedimenti con molta attenzione e si è sempre opposto duramente alle regole europee, che avrebbero penalizzato il sistema bancario italiano, i risparmiatori e i contribuenti. Ci hanno sempre attaccato dandoci dei populisti o degli euroscettici, la verità è che gli unici rimasti a difendere gli interessi dei cittadini comuni siamo noi.

Da questo punto di vista, nella seconda metà del 2017 si giocherà l’ennesima fondamentale partita nelle istituzioni europee con la revisione della direttiva BRRD (ovvero quella che contiene il famigerato bail-in) e della CRR (il regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento). Parliamo quindi dei due provvedimenti comunitari che regolamentano rispettivamente le risoluzioni bancarie e i requisiti di capitale. Il MoVimento 5 Stelle sta già proponendo misure per stralciare il bail-in e orientare i requisiti di capitale verso i prodotti finanziari, invece che sul credito all’economia reale. Vedremo il Governo targato PD che scelte farà, se stare ancora una volta con gli speculatori contro gli italiani o seguire la nostra linea politica.

Nel frattempo, il MoVimento 5 Stelle ha anche deciso di tutelare migliaia di risparmiatori danneggiati attraverso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, poiché ogni cittadino ha diritto al rispetto dei suoi beni e il diritto di proprietà si applica anche con riferimento alle azioni ed alle obbligazioni bancarie. Il ricorso è finanziato coi tagli degli stipendi dei portavoce. Compila anche tu, come altri migliaia risparmiatori truffati, il modulo nel sito seguendo il link.




Back To Top
Search