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Fibra ottica e libera concorrenza

di Andrea Cioffi, MoVimento 5 Stelle Senato

Il Movimento 5 Stelle da sempre si batte per ottenere una rete a banda ultra-larga pubblica sulla quale gli operatori possano farsi libera concorrenza.

Con Open Fiber la separazione tra rete pubblica e servizi in libera concorrenza sarebbe garantita, cosa che non è avvenuta con Telecom che vuole conservare la sua posizione dominante a scapito di una nuova rete efficiente. Tutto ciò è emerso chiaramente nelle audizioni svoltesi al Senato, dove l’ a.d. di Telecom Italia Flavio Cattaneo, ha visto come suoi strenui ‘guardiani’ gli ex ministri berlusconiani Romani e Gasparri.

In questa guerra tra colossi , chi rischia di perderci sono i lavoratori e non certo i manager di Telecom che aspirano ad incassare il ‘bonus’ di 55 milioni di euro.

Il MoVimento 5 Stelle porta avanti la battaglia per la rete a banda ultra larga pubblica dall’inizio di questa legislatura, quando denunciammo il rischio della ‘lunga manus’ berlusconiana con la complice lentezza dell’allora governo Renzi.

Come denunciamo dall’ottobre 2015, il rischio è che il governo trovi un accordo con Berlusconi sulla partita Mediaset e che il maggiore azionista di Telecom, l’imprenditore francese Vincent Bollorè ceda le sue quote ad Orange, società telefonica francese controllata dallo Stato con il 23,16%.

Sullo sfondo la vera partita che si sta giocando è la salvaguardia degli interessi di Berlusconi. Ritornano così in mente le parole Violante del 2003, quando rivolgendosi ad un parlamentare di centrodestra dichiarò ‘la invito a consultare l’onorevole Berlusconi perché lui sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta” e ancora “ Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte”.

Renzi da che parte sta?




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