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L'Europa si  fermata a #Ventimiglia

di Luigi Di Maio

Oggi sono stato a Ventimiglia insieme ai portavoce liguri Simone Valente, Sergio Battelli e la consigliera Silvia Malivindi, per esaminare da vicino lo stato di emergenza che vive il comune da diversi anni. In particolare da quando la Francia ha alzato un muro contro di noi, respingendo automaticamente ogni giorno in Italia centinaia di migranti, senza un esame della loro situazione, come invece previsto dalle norme internazionali sui diritti dei rifugiati e denunciato da Amnesty International. In un anno e mezzo, secondo le stime forniteci dalla nostra Polizia di frontiera, Parigi ci ha rimandato indietro 30.000 migranti (17.000 nel 2016 e 11.000, finora, nel 2017). Prima hanno bombardato la Libia destabilizzando la regione e ora se ne lavano le mani. E’ inaccettabile.

Ma quel che è ancora più inaccettabile è il silenzio dell’UE, che oggi ha persino difeso la Francia affermando che ha tutto il diritto di rimandarci indietro i migranti. Noi qui a Ventimiglia però abbiamo persino avuto notizie da più parti di respingimenti anche di minori, di bambini. Se la notizia fosse confermata sarebbe gravissimo. Per questo chiediamo che l’UE, invece di fare conferenze stampa o comunicati, si faccia vedere a Ventimiglia, dove si è fermata l’Europa, e apra una indagine sui respingimenti in frontiera per verificare se sussistono violazioni dei diritti dell’infanzia e dei protocolli internazionali. Ad oggi l’Italia sta sostenendo costi ingenti per accogliere persone che vogliono andare in Francia e nel resto d’Europa.

Sento inoltre tanto parlare di anti-europeismo, ma qui l’unico sentimento antagonista e ostile che vedo è verso l’Italia e i suoi cittadini. Siamo davanti a una emergenza creata ad arte da Renzi e dal Pd. I nodi sono venuti al pettine nei giorni scorsi, durante la mia visita a Bruxelles, quando il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, ci ha confermato che è la missione Triton, voluta da Renzi e dal Pd, a prevedere che tutti i migranti siano portati in Italia. Un accordo preso con i burocrati europei in cambio di qualche briciola, in cambio di qualche bonus.

Ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel porto d’Europa, contribuendo così a creare emergenze come quelle di Ventimiglia. Ma noi non resteremo in silenzio, questa volta no. Questa volta Renzi, il Pd e tutti i governi in provetta che ci hanno propinato finora risponderanno davanti al Paese dei loro disastri.




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